March 20, 2021
From The Free
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France: Even data centers burn…

Thursday, March 18th, 2021 from finimondo shared with thanks

A news story that barely leaked out in the middle of the unbearable daily heaviness caused by alarmisms and dispositions decreed by the authorities.

On Wednesday 10 March, at 12.47 am, a fire broke out in Strasbourg inside one of the four huge data centers of OVH, a French multinational web hosting (ie telematic services).

OVH Data Center Fire Impacts Cyber-criminals ...

Despite the immediate alarm and despite the fact that over a hundred firefighters intervened on the spot – using vehicles that even arrived from neighboring Germany – a few hours later there was nothing left of the SBG2 data center. From silicon to ash. Before being put out, the flames also hit the SBG1 building severely, devastating more than half of it.

The completely destroyed data center occupied a building of 500 square meters, divided into five floors. This is where thousands and thousands of servers were hosted, which stored billions of data (including those relating to the vaccination campaign organized by the French government against covid19). Everything, or almost everything, went up in smoke, lost forever, including the files of millions of customers.

It seems that the fire has put 3,600,000 sites out of service, not only in France but also in Belgium, causing literally incalculable and irreversible damage.

The 300 security cameras inside the company headquarters detected nothing, neither did the smoke detection device installed in the premises, the anti-fire drills performed every 6 months by the staff didn’t help, nothing could to prevent «the greatest industrial catastrophe in OVH’s history» from taking place in a few hours.

According to the first investigations, the fire started from an uninterruptible power supply, equipment used to remedy sudden anomalies in the electricity supply normally used, that is, to protect electronic equipment from risks such as those of a voltage overload. A high tech safety feature.

During the morning before the fire, one of those uninterruptible power supplies had undergone maintenance work and according to the experts the first sparks started right there. OVH’s mega data center was then destroyed by what was supposed to ensure its safety …

While the afflicted CEO of OVH declares that the suddenness of what happened “makes him question how this could have happened and why it could have happened”, we instead think that it would be appropriate to ask other questions: .. On how the smile of industrial arrogance is destined sooner or later to turn into a grimace, on how technoscientific omnipotence can discover its fragility in a few hours, or on how it makes no sense to let oneself be annihilated by the high stature of the enemy, and therefore on how to stop waiting for such industrial disasters to occur ..

Tags: Anti-technology, Artificial Intelligence (AI), Cloud, Coronavirus, Data Center, France, OVH, Strasbourg
Posted in Direct Action

Original in Italian here

Una notizia trapelata a malapena in mezzo all’insostenibile pesantezza quotidiana fatta di allarmismi e disposizioni decretate dalle autorità. Mercoledì 10 marzo, alle 00.47, un incendio è divampato a Strasburgo all’interno di uno dei quattro enormi data-center di OVH, multinazionale francese di web hosting (ovvero di servizi telematici).

Nonostante l’immediato allarme e malgrado sul posto siano intervenuti oltre un centinaio di pompieri — usufruendo di mezzi arrivati perfino dalla vicina Germania — qualche ora dopo del data-center SBG2 non era rimasto più nulla. Dal silicio alla cenere. Le fiamme, prima di essere domate, hanno colpito duramente anche l’edificio di SBG1, devastandone più della metà.

Il data-center totalmente distrutto occupava un edificio di 500 mq, suddiviso in cinque piani. È qui che venivano ospitati migliaia e migliaia di server, i quali immagazzinavano miliardi di dati (fra cui quelli relativi alla campagna vaccinale organizzata dal governo francese contro il covid19). Tutto, o quasi, andato in fumo, perso per sempre, compresi i file di milioni di clienti. Pare che l’incendio abbia messo fuori servizio 3.600.000 siti, non solo in Francia ma anche in Belgio, provocando danni letteralmente incalcolabili e irreversibili.

Nulla hanno potuto vedere le 300 telecamere di sicurezza presenti all’interno della sede della compagnia, nulla ha potuto opporre il dispositivo di rilevamento fumo installato nei locali, nulla hanno potuto fare le esercitazioni anti-incendio eseguite ogni 6 mesi dal personale, nulla ha potuto impedire che in poche ore si consumasse «la più grande catastrofe industriale della storia di OVH».

Secondo le prime indagini, l’incendio sarebbe partito da un gruppo di continuità elettrico, apparecchiatura utilizzata per ovviare a improvvise anomalie nella fornitura di elettricità normalmente utilizzata, cioè per proteggere le attrezzature elettroniche da rischi come quelli di un sovraccarico di tensione.

Nel corso della mattinata antecedente l’incendio, uno di quei gruppi di continuità aveva subito dei lavori di manutenzione e a detta degli esperti le prime scintille sarebbero partite proprio da lì. Il mega data-center di OVH sarebbe quindi stato distrutto da ciò che avrebbe dovuto garantirne la  sicurezza…

Wipe on fire: jogadores do European Rust perderam todo o ...

Mentre l’afflitto amministratore delegato di OVH dichiara che la repentinità di quanto accaduto lo «interroga su come ciò sia potuto accadere e perché sia potuto accadere», noi invece pensiamo che sarebbe il caso porsi ben altri interrogativi.

Su come il sorriso della tracotanza industriale sia destinato prima o poi a trasformarsi in smorfia, su come l’onnipotenza tecnoscientifica possa scoprire in poche ore la propria fragilità, ovvero su come non abbia senso lasciarsi annichilire dalla statura del nemico, e quindi su come smettere di attendere che simili catastrofi industriali si verifichino..




Source: Thefreeonline.wordpress.com