February 7, 2021
From Act For Freedom
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At the end of last December the Greek government approved a reform of the national penitentiary system that, in addition to other measures that worsen prison conditions, establishes that those convicted of terrorism cannot access “rural prisons”, more “open” institutions to which long-term prisoners have access. The approval of this law has led to the immediate transfer of political prisoner Dimitri Koufontinas from the rural prison of Kassevitia.
Dimitri is a comrade convicted for participating in the revolutionary organization 17 November, in prison since 2002. The new set of laws stipulates that inmates in rural prisons are reclassified and then transferred to the last prison they were in. In Dimitri’s case it should have been the Athenian prison of Koridallos. However, the prison administration decided to transfer him, manipulating the transfer papers, to Domokos prison. Although there are no differentiated circuits in Greece, in recent years, the prison administration has turned Domokos into a “hard” prison.
Such a punitive transfer is aimed at striking a comrade who has always struggled: as a free man, in courtrooms, in prison. Since his capture he has participated in numerous protests and has been on four hunger strikes.
This repressive manoeuvre is not only aimed at annihilating Dimitri Koufontinas but also forms part of the Greek’s state repressive project: crushing the most radical and combative parts of society to
avoid the hypothesis of future and general conflicts.
Faced with the transfer, Dimitri Koufontinas decided to strive once again, using his body as a weapon and last resort. Since 8 January he has begun a hunger strike which will continue indefinitely until he is transferred to Koridallos prison.
As the strike continues, the comrade is in a critical and precarious condition in Lamia hospital: according to the doctors he could collapse at any moment.
During the strike there were many initiatives and solidarity actions throughout Greece and beyond:
protests, demos, wall writings, banners, attacks against multiple objectives (politicians, banks, post offices, etc.).
But time is running out and now we think extra efforts are needed.
Dimitri’s struggle is also the struggle of each of us.
The creation and expansion of international ties is as crucial as ever so we are calling for an INTERNATIONAL day of solidarity and action on FRIDAY 12 FEBRUARY to support Dimitri Koufontinas.
THE DEMAND OF HUNGER STRIKE MUST BE IMMEDIATELY ACCEPTED
INTERNATIONAL SOLIDARITY IS OUR WEAPON
Athens, 7 February 2021
Solidarity Assembly with Dimitri Koufontinas
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Italian

VENERDÌ 12 FEBBRAIO. GIORNATA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ CON LO SCIOPERO DELLA FAME DI DIMITRI KOUFONTINAS

Alla fine del dicembre scorso il governo greco ha approvato una riforma del sistema penitenziario nazionale che, oltre ad altre misure che peggiorano le condizioni detentive, stabilisce che chi Ăš condannato per terrorismo non possa accedere alle “carceri rurali”, istituti piĂč “aperti” a cui hanno accedono i prigionieri di lungo corso. L’approvazione di questa legge ha subito attivato l’iter burocratico per il trasferimento di Dimitri Koufontinas dal carcere rurale di Kassevitia.
Dimitri ù un compagno condannato per la partecipazione all’organizzazione rivoluzionaria 17 Novembre, in carcere dal 2002. Il nuovo pacchetto di leggi stabilisce che i reclusi nelle carceri rurali vengano riclassificati e trasferiti quindi nell’ultimo carcere in cui sono stati. Nel caso di Dimitri sarebbe dovuto essere quello ateniese di Koridallos.
L’amministrazione penitenziaria ha perĂČ deciso di trasferirlo,
manipolando le carte del trasferimento, nel carcere di Domokos. Nonostante in Grecia non esistano circuiti differenziati, l’intenzione dell’amministrazione penitenziaria negli ultimi anni Ăš stata quella di rendere questa prigione un carcere “duro”. Un trasferimento punitivo, dunque, volto a colpire un compagno che lotta da sempre, fuori, nelle aule di tribunale, in prigione: da quando Ăš detenuto ha partecipato a numerose proteste e ha intrapreso ben quattro scioperi della fame. Repressione volta ad annichilire Dimitri Koufontinas ma che si iscrive nel progetto repressive complessivo dello Stato greco: cercare di schiacciare le parti piĂč radicali e combattive della societĂ  per scongiurare l’ipotesi di conflitti futuri.
Davanti al trasferimento Dimitri Koufontinas ha deciso di non rimanere in silenzio e di usare l’unica arma che aveva a disposizione, il suo corpo. Dal 8 gennaio ha iniziato uno sciopero della fame che proseguirà ad oltranza fino a quando non sarà trasferito nel carcere di Koridallos.
Ormai i giorni di sciopero cominciano a essere molti, il compagno si trova in condizioni critiche e precarie nell’ospedale di Lamia: secondo i medici potrebbe avere un tracollo da un momento all’altro.
Durante lo sciopero sono state moltissime le iniziative e le azioni di solidarietĂ  avvenute in tutta la Grecia e non solo: presidi, manifestazioni, scritte sui muri, striscioni, attacchi contro molteplici obiettivi (politici, banche, uffici postali, etc).
Ma proprio ora che il tempo stringe pensiamo sia arrivato il momento di compiere uno sforzo in piĂč.
Pensiamo che la lotta di Dimitri sia anche la lotta di ognuno ed ognuna di noi e siamo convinti dell’importanza di creare ed ampliare legami internazionali, sopratutto in un momento come questo. Per tutto questo abbiamo deciso di indire per VENERDÌ 12 FEBBRAIO una giornata INTERNAZIONALE di solidarietà e azione per sostenere Dimitri Koufontinas.
LE RICHIESTE DELLO SCIOPERO DELLA FAME DEVONO ESSERE ACCETTATE
LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE È LA NOSTRA ARMA
Atene, 7 Febbraio
Assemblea di solidarietĂ  con Dimitri Koufontinas




Source: Actforfree.nostate.net