February 22, 2021
From Center For Stateless Society
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Di David S. D’Amato. Originale: Gamestop, Capitalism, and Freedom, pubblicato il 15 febbraio 2021. Traduzione di Enrico Sanna.

Articolo pubblicato originariamente il dodici febbraio 2021 su Counterpunch.org.

Gli strateghi di Wall Street l’hanno definito uno degli “short squeeze” (ricopertura dello scoperto) più pericolosi degli ultimi decenni. Alla fine di gennaio le azioni del rivenditore di videogiochi GameStop, già nel mirino di venditori allo scoperto e di molti hedge fund, sono andate alle stelle per effetto della corsa innescata dagli utenti del forum WallStreetBets di Reddit. In questo caso, gli investitori stavano scommettendo sul calo delle quotazioni nel lasso di tempo tra la vendita iniziale e il riacquisto. In casi simili, se tutto va come previsto, i venditori allo scoperto restituiscono ai prestatori, a valore ribassato, gli asset presi in prestito più gli interessi o le commissioni dovute.

Ma cosa succede quando le cose non vanno come previsto? Gli operatori finanziari del forum WallStreetBets hanno gettato un sasso negli ingranaggi degli investitori istituzionali che intendevano vendere allo scoperto le azioni GameStop, realizzando una cosiddetta ricopertura dello scoperto o short squeeze. Agendo congiuntamente e spontaneamente al fine di sostenere le quotazioni di GameStop, questi investitori individuali sono riusciti a portarle a livelli che nessuno avrebbe mai immaginato, men che mai gli hedge fund che vendevano allo scoperto. Chi pensava di vendere al ribasso si è ritrovato a prendere una decisione difficile: tagliare perdite e copertura ricomprando le azioni (il che ovviamente aumenta il loro prezzo), o perseverare nella posizione short, cosa che richiede grossi capitali e comporta grossi rischi. Il successo dell’armata di Reddit ha significato perdite enormi per molti hedge fund, che la settimana scorsa, secondo Goldman Sachs, hanno subito “la più grande batosta” dai tempi della crisi finanziaria causata dal collasso del mercato immobiliare oltre dieci anni fa.

Con una mossa controversa, nel pieno della tempesta la piattaforma di trading Robinhood ha improvvisamente imposto nuove regole in riferimento alla vicenda di GameStop, sollevando critiche da destra e da sinistra. La senatrice progressista Elizabeth Warren, ad esempio, ha posto dubbi sulle conseguenze dell’azione di Robinhood, che sarebbe da ricollegarsi alle sue relazioni con potenti attori come gli hedge fund. Altri progressisti, come il segretario del tesoro Janet Yellen, vedono nel caso GameStop un esempio di fallimento sistemico che giustifica ulteriori normative. La Yellen ha convocato un incontro con i vertici delle istituzioni di controllo, compresa la banca centrale e l’agenzia per il controllo delle attività borsistiche, al fine di discutere le implicazioni del caso GameStop.

L’episodio ha anche riportato alla luce un’altra questione importante, anche se quasi dimenticata, riguardante il sistema economico capitalista. In modo forse sorprendente, sinistra e destra fanno lo stesso errore di valutazione riguardo il capitalismo: entrambe ci vedono un sistema di libero mercato. La sinistra accusa il mercato e la concorrenza di causare crolli sistemici e crisi. La destra invece si sente costretta a fare contorsionismi giustificativi per spiegare quello che accade sotto l’attuale capitalismo, pensando così di aver difeso il mercato e la competizione.

Se destra e sinistra sbagliano a considerare capitalismo e libero mercato come sinonimi, la sinistra è probabilmente in errore quando condanna il secondo. Il discorso della sinistra contemporanea è profondamente confuso dal fatto di pensare che il potere del capitalismo nella società derivi dal libero mercato, ovvero dall’eccesso di libertà e dalla debolezza dello stato. Niente di più falso: in realtà, sono le normative truccate ad esimere i capitalisti dall’operare in un mercato veramente competitivo.

I vecchi libertari americani capivano l’inghippo. L’anarchico individualista Benjamin Tucker scriveva che i capitalisti “temono i loro stessi insegnamenti”, glorificano il libero mercato ma praticano un protezionismo basato su leggi e normative. Tucker, strenuo difensore di una libera competizione incondizionata, definiva i capitalisti “una banda di ladri matricolati”. In un sistema libero e competitivo, diceva, i capitalisti non avrebbero mai la meglio. Per i libertari di libero mercato come Tucker, lo stato era semplicemente il risultato di una cospirazione dei capitalisti (nel senso formale e giuridico di persone che si uniscono per compiere un crimine). Lo stato nasce per proteggere gli interessi del capitale e permettere ai pochi parassiti predatori di dominare sui tanti, non per proteggere i cittadini e far rispettare la legge e l’ordine.

Gli anarchici come Tucker ritenevano che gli obiettivi del socialismo fossero realizzabili estendendo a tutti quanti quelle libertà che attualmente sono monopolio dei capitalisti. Se vogliono una società più libera ed equa, gli americani di qualunque colore politico dovrebbero ricordare che quel sistema politico-economico che abbiamo ora non è un libero mercato.




Source: C4ss.org